Siamo entrati ormai da quasi un mese nella famosa Fase 2 dell’emergenza da Covid19, che nei mesi scorsi ha fisicamente fermato il mondo intero, ma che nello stesso tempo ha fatto decollare una volta per tutte il metodo di lavoro del futuro: lo smart working.

Se, infatti, inizialmente (perlomeno nel nostro Paese, dove non era ancora capillarmente diffuso), lo smart working sembrava solo uno strumento a cui siamo obbligatoriamente dovuti ricorrere per portare avanti le nostre attività e  superare la fase di piena emergenza, in un futuro non lontano questa modalità di “lavoro da remoto” potrebbe accompagnare la nostra vita in pianta pressoché stabile, anche una volta terminata la necessità di limitare gli spostamenti fisici.

Ma cosa è cambiato in questa tanto attesa Fase 2, che è entrata nel vivo in queste ultime settimane e continuerà ancora per lungo tempo? Quali sono le nuove regole per aziende e uffici?

Lo scopo dei mesi a venire è una graduale ma, nello stesso tempo, totale ripresa delle attività produttive, tutelando i lavoratori, che devono essere messi in condizione di operare sempre in assoluta e completa sicurezza.

Nel DPCM dello scorso 18 maggio, il Governo invita al “massimo utilizzo dello smart working, laddove le condizioni lo permettano, almeno fino al termine dello stato di emergenza, ovvero fino al prossimo 31 luglio”.

smartworking

Tuttavia, laddove è necessario rientrare in ufficio, è fondamentale l’adozione di tutti gli attuali protocolli di sicurezza, tra cui la regolare sanificazione degli ambienti, l’uso di barriere protettive tra le postazioni per garantire il distanziamento sociale, la limitazione dei contatti con persone esterne all’azienda, il controllo della temperatura all’ingresso, lo scaglionamento degli orari, l’uso di disinfettanti e mascherine per tutti i dipendenti e collaboratori.

Per riorganizzare gli spazi in questa nuova ottica servirà un cambiamento della cultura aziendale, che dovrà basarsi su tre pilastri fondamentali: flessibilità e competenze digitali, lavoro per obiettivi e fiducia nei confronti di dipendenti e collaboratori.

Reale e virtuale dovranno sempre di più fondersi: non saranno presenti tutti i dipendenti contemporaneamente e per questo sarà importante creare momenti costanti di dialogo tra chi sarà fisicamente in ufficio e chi lavorerà da remoto. Maggior spazio dunque a video e teleconference rooms, che diventeranno strumenti indispensabili per mantenere coesione nei team di lavoro e favorire la comunicazione tra colleghi e con interlocutori esterni.

L’open space, che garantiva la migliore ottimizzazione d’uso dello spazio, dovrà essere abbandonato per adottare un concetto differente, ovvero quello di un “open space rimodulabile” a seconda delle persone presenti e delle normative sulle distanze.

barriera protettiva

 

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