Le agevolazioni per sostenere il processo di transizione digitale delle imprese sono state definite dalla legge di Bilancio 2020; nello specifico sono stati decretati tre distinti crediti d’imposta:

  1. per gli investimenti in beni strumentali generici
  2. per gli investimenti materiali Industria 4.0
  3. per gli investimenti immateriali Industria 4.0.

Credito d’imposta investimenti

Dal 1° gennaio 2020 è in vigore il nuovo credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, composto di tre distinti bonus, tutti applicabili agli investimenti effettuati nel corso dell’anno solare 2020:

  1. Un primo credito d’imposta vale per gli investimenti aventi ad oggetto beni materiali Industria 4.0. Due le aliquote agevolative previste: 40% del costo di acquisizione, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e 20% del costo di acquisizione, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
  2. Per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali Industria 4.0 è previsto invece un credito di imposta del 15% del costo di acquisizione, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro.
  3. Infine, per gli investimenti in beni materiali strumentali generici (non Industria 4.0) è riconosciuto un credito del 6% del costo di acquisizione, entro il limite massimo di 2 milioni di euro.

Le imprese residenti nel territorio dello Stato possono fruire di tutti e tre i bonus, mentre i professionisti sono ammessi solo al bonus per gli investimenti in beni materiali strumentali “generici” (non Industria 4.0).
I crediti d’imposta sono cumulabili con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. Possono essere utilizzati in cinque anni a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, mentre per i software il periodo è ridotto a tre anni.

Ecco nel dettaglio i vincoli posti dalla normativa per poter fruire dei crediti d’imposta:

  • i beni strumentali devono essere nuovi;
  • le strutture produttive devono essere ubicate nel territorio dello Stato;
  • i beni agevolati non possono essere ceduti a titolo oneroso o essere destinati a strutture produttive ubicate all’estero.
  • nelle fatture e negli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati deve essere fatto espresso riferimento alle disposizioni della legge di Bilancio;
  • i soggetti che richiedono i benefici devono rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto;
  • i beni materiali strumentali con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni indicati nella tabella di cui all’allegato 3 alla legge di Stabilità 2016 (ossia: condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti termali e idrotermali; condutture per la produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile);
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Nuova Sabatini

Il 2020 ha visto anche l’aggiunta di due nuovi contributi all’articolazione della Nuova Sabatini:

  1. a sostegno degli investimenti innovativi realizzati nelle regioni del Sud;
  2. per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature a basso impatto ambientale.

Nello specifico, dal 1° gennaio 2020, sono previsti i seguenti contributi:

  • del 2,75% per investimenti ordinari in beni ad uso produttivo, correlati all’attività di impresa;
  • del 3,575% per investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura (Investimenti in tecnologie 4.0);
  • del 3,575% per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi;
  • del 5,5% per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti in tecnologie Industria 4.0 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

All’intervento agevolativo possono sempre accedere le PMI a fronte di finanziamenti:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
  • interamente utilizzati per coprire gli investimenti ammissibili.

Bonus formazione 4.0

Il 1° gennaio 2020 è stato stabilito il rinnovamento della disciplina del credito d’imposta formazione 4.0 con l’eliminazione dell’obbligo della stipula e del deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente ai fini del riconoscimento del credito di imposta e con la variazione di misure e massimali del bonus.
Il credito d’imposta, utilizzabile in compensazione con modello F24, è attribuito:

  • alle piccole imprese – nella misura del 50% delle spese sostenute e nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • alle medie imprese – nella misura del 40% delle spese sostenute e nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
  • alle grandi imprese – nella misura del 30% delle spese sostenute e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

Fermi restando i limiti massimi annuali, tale bonus aumenta al 60% qualora i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati (definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 17 ottobre 2017).

Il credito d’imposta spetta per attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”.

La base di calcolo del beneficio è il costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili e non il costo del corso di formazione. Sono ammissibili anche le spese per il personale impegnato come tutor o docente, nel limite del 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.

Le attività formative – anche svolte in modalità “e-learning”, cioè attraverso corsi e lezioni “on line” – possono essere organizzate dall’impresa con proprio personale docente o con personale docente esterno assistito da un “tutor” interno oppure possono essere erogate da soggetti esterni accreditati o essere commissionate:

  • a università, pubbliche o private, o a strutture a esse collegate, nonché a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea;
  • a istituti tecnici superiori.

Ricerca, innovazione e design

Per quanto riguarda le attività di ricerca, innovazione e design, nel 2020 le imprese hanno a disposizione quattro specifici crediti d’imposta pari al:

  1. 12% delle relative spese ammissibili, nel limite massimo di 3 milioni, per le attività di ricerca e sviluppo.
  2. 6% delle relative spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 1,5 milioni di euro, per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati.
  3. 10% delle relative spese ammissibili, sempre nel limite massimo annuale di 1,5 milioni di euro, per quelle attività di innovazione tecnologica che sono destinate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.
  4. 6% delle relative spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 1,5 milioni di euro, per le attività di design e ideazione estetica.

Patent box

L’unico incentivo a rimanere invariato nel 2020 è il Patent box, il regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Di tale agevolazione possono avvalersi i soggetti titolari di reddito di impresa, fra cui ditte individuali, società di persone e capitali, enti pubblici e privati commerciali. Restano invece esclusi i lavoratori autonomi, i soggetti che determinano il reddito secondo criteri forfettari, le società in amministrazione straordinaria, in liquidazione e fallite.

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